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Sono passati 30 anni dalla morte di Padre Alberto Parisi
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 Il 3 gennaio 1982 moriva improvvisamente Padre Alberto Parisi, il gesuita parroco di San Roberto Bellarmino, amico di centinaia di persone....ragazzi, adulti, ex alunni del Massimo, parrocchiani ricchi e poveri, malati, sacerdoti.....Chi lo ha conosciuto, apprezzato, stimato, amato, chi ha viaggiato con lui in Missioni nei luoghi più poveri, chi ha pregato, celebrato messa, fatto gli Esercizi Spirituali, giocato a Bridge o a Peppa, chi ha fatto le vacanze, chi ha soccorso i terremotati, chi lo ha scelto come direttore spirituale o semplicemente come compagno del tempo libero, chi ha collaborato in Parrocchia, che ha fatto il catechista o il lettore, chi ha viaggiato nella sua fiat 850 grigia a proprio rischio, chi ha conosciuto tutti i suoi fratelli e nipoti, chi è legato a lui da una grande e struggente nostalgia, è invitato alle 12 di domenica 8 gennaio a San Roberto per una celebrazione in suo ricordo. | | 05-01-2012 | |
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Buon Natale!
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 Un ultimo dolcissimo Natale, un suggerimento di lettura, un augurio!
Nel 1958 lo scrittore americano Truman Capote pubblicò una serie di racconti raccolti in un libro dal titolo “Colazione da Tiffany”:
quel solo racconto ebbe un successo immediato, e subito ne fu tratto un film, divenuto un cult movie con la deliziosa Audrey Hepburn e la mitica canzone “Moon river”, che proprio in questi giorni, al cinquantesimo anniversario della sua uscita, è stato riproposto nella giornata conclusiva della festa del Cinema di Roma, mentre si può visitare all’Ara Pacis una mostra fotografica dedicata alla nota attrice americana, che con Roma ebbe un rapporto privilegiato. Ma un altro racconto autobiografico, molto noto in America, è rimasto sconosciuto da noi e ora, vicini a Natale, Donzelli lo propone in una versione illustrata dalla celebre artista americana Beth Peck: “Ricordo di Natale” è una deliziosa e tenera storia che il bambino di sette anni Truman, nel libro Buddy, racconta ai lettori. Il piccolo, abbandonato dai genitori visse nei suoi primi anni in una grande casa di campagna in Alabama, con dei lontani parenti ma affidato ad una strampalata ultrasessantenne cugina, Sook, corti capelli grigi, scarpe da ginnastica, maglione sformato, vecchio cappello di paglia. Tra la donna, il piccolo Buddy e la cagnolina Queenie si era stabilita un’affettuosa familiarità, fatta di passeggiate nel bosco, piccole vendite di frutti della terra, giochi fantasiosi. Il racconto si svolge nel ricordo dell’ultimo Natale passato insieme: il rito della preparazione di panfrutto, trenta torte allo zenzero, cannella, zucchero, noci che Sook prepara per regalarle, una persino a Mrs Roosvelt…. La narrazione procede in un mondo che appare incantato, nel ricordo dello scrittore che, ormai lontano da quella atmosfera, la rievoca con intenso affetto, con calda partecipazione, con delicato rimpianto. Buddy, Sook e Queenie che procedono con una vecchia carrozzina di vimini piena dei frutti della terra per celebrare un Natale speciale, unico, è il ricordo di una società incontaminata, preconsumista, ricca di valori importanti quali la gratuità, l’amicizia, la solidarietà che oggi ci appaiono consumati e perduti. Una storia per piccoli e grandi, una lezione di umanità, una memoria da condividere in questo Natale 2011, un Natale di crisi economica ma forse anche di valori da riscoprire o da ritrovare.
| | 21-12-2011 | |
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Contro il razzismo, una fiaba sul grande schermo, 'Miracolo a Le Havre'
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 Un film sulla solidarietà, sulla delicatezza dei sentimenti, sulla condivisione, sulla ricchezza dei valori umani è quello che ci regala il regista finlandese Aki Kaurismaki di “Miracolo a Le Havre”. Un porto del nord della Francia, desolato e freddo, dove tra le migliaia di container ce n’è uno, nascosto, dove un intero gruppo di persone, vecchi, bambini, uomini, donne proveniente dal Gabon si è rifugiato: tra loro il ragazzo Idrissa, che fugge per non essere internato in uno dei terribili campi profughi o peggio rispedito indietro; inseguito dalla polizia, incrocia il suo destino con quello di Marcel Marx, un francese anziano ma ancora vigoroso che fa il lustrascarpe e vive, in una modestissima casa, con la moglie Arletty e la cagnetta Laika. Ma, per le strane circostanze dell’esistenza, Arletty, gravemente ammalata viene ricoverata in ospedale con una diagnosi nefasta, e dunque Marcel decide di ospitare il giovanissimo clandestino, nutrendolo e confortandolo, in attesa di organizzarne il pericoloso viaggio a Londra, dove abita la madre di Idrissa. Tra i vicini di casa di Marcel c’è una forte solidarietà, per contrastare il razzismo e la xenofobia altrettanto diffusi. La panettiera Yvette, il fruttivendolo, la barista, l’anziano cantante rock, sono figure ben disegnate ed efficaci. Quando la presenza del ragazzo viene denunciata alla polizia, il cerchio di affetto e condivisione si chiude attorno a Marcel e al suo giovane protetto, e nel finale del film “il miracolo” è davvero palpabile. Si esce dal cinema con la consapevolezza di aver sentito raccontare una bella favola dal lieto fine, che spinge lo spettatore a sperare in un’umanità diversa, più ricca, più buona. Si può fare, ci dice il regista, basta poco. La fotografia, i costumi, l’ambientazione, le ricostruzioni, i dialoghi, gli attori, la musica, le comparse, le citazioni (Miracolo a Milano di Zavattini, ad esempio), tutto appare perfetto in questo film delizioso. Un ciliegio fiorito nel piccolo giardino di Marcel e Arletty è il simbolo del miracolo a cui allude il titolo. Un ottimo lavoro, un film molto caldamente consigliato, un cinema di tradizione ma anche molto fuori dalle mode di tanti/troppi film di cassetta.
Per Natale, un film da non perdere!!!!!
| | 18-12-2011 | |
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350 libri recensiti: un bel traguardo
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 Non potevamo non festeggiare un grande traguardo: è stato oggi pubblicato su SoloLibri.net il 350esimo articolo della nostra collaboratrice Elisabetta Bolondi.
Elisabetta collabora con noi dall’aprile 2008 ......sul sito www.sololibri.net trovate il bel riconoscimento che il sito, ed in paticolare la bravissima giovane manager Rachele Landi ha voluto dedicarmi......più lettori, più cultura, più felicità!
| | 14-12-2011 | |
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Un film che parla (bene, finalmente) di scuola
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 Scialla di Francesco Bruni, la sua opera prima, è stato presentato al Festival di Venezia lo scorso settembre e ora nelle sale sta riscuotendo il meritato successo: è davvero un film fatto bene: ben diretto, ben recitato, ben costruito, coinvolgente e nel finale davvero emozionante.
Per una volta gli stereotipi sulla scuola e sui “gggiovani” vengono osservati e descritti con intelligenza e sensibilità, mettendo in piedi una storia di grande e stringente attualità: adolescenti cresciuti in epoca berlusconiana, senza una famiglia solida alle spalle, in una scuola, il liceo classico, per molti aspetti rimasto all’epoca di Gentile, tutti musica, calcio, sballi da discoteca, in una società violenta e competitiva, senza punti di riferimento, dove perdersi è troppo facile…
Luca, il giovane Filippo Scicchitano alla sua prima esperienza cinematografica, frequenta malvolentieri il liceo Virgilio di Roma…..vive con una madre single che, improvvisamente chiamata per un lavoro in Africa, affida il figlio ad un ex professore di lettere, perché lo prenda in casa con lui e ne segua gli studi. Il film gioca tutto sul rapporto tra l’adulto, che scopre di essere il vero padre del quindicenne, e Luca che ignora tale circostanza e vorrebbe vivere il professore come un amico trasgressivo. Un rapporto che si costruisce lentamente, tra padre e figlio, attraverso la crescita e il cambiamento di ambedue i personaggi. Fabrizio Bentivoglio costruisce con la sua fisicità dolente Bruno Beltrame, un professore rassegnato, deluso, stanco, infelice, privo di prospettive, frustrato, alle prese con un ragazzo con tutte le caratteristiche più tipiche degli alunni delle nostre scuole: disinteresse e rifiuto sistematico per tutto ciò che è impegno, studio, metodo, regole, conditi con un linguaggio quasi afasico, la cui password sembra essere quella del titolo: scialla, che insieme a bella (ciao) e accollo ( non mi assumo un impegno) sono gli unici elementi comunicativi che il regista indica con efficacia, salvo poi vedere il mutamento, la crescita di Luca che si collega anche con una crescita linguistica oltre che affettiva. La scuola e gli insegnanti per la prima volta da anni in questo film vedono riconosciuto il proprio ruolo positivo, senza moralismi, ma con serietà. Il professore fallito diventa un personaggio positivo proprio per merito dei suoi alunni ed ex alunni, che gli restituiscono quella dignità che solo la coscienza di aver fatto un buon lavoro con i ragazzi è in grado di rendere bellissimo ed unico il mestiere dell’insegnante, troppo spesso ignorato e deriso.
| | 04-12-2011 | |
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Prima lezione di Storia all'Auditorium: Clitennestra, di Eva Cantarella
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 Questa mattina all’Auditorium Parco della Musica è cominciato il nuovo ciclo di “Lezioni di storia”, l’appuntamento annuale con gli storici più significativi che tengono una lezione per un pubblico enorme che si affolla nella Sala Sinopoli: posti e abbonamenti era già esauriti la stessa mattina in cui ne è cominciata la vendita. L’iniziativa culturale, organizzata dalla Casa editrice Laterza, in questa edizione è dedicata alle donne.
Oggi, presentata dallo scrittore Paolo di Paolo, ha cominciato la rassegna Eva Cantarella, docente e studiosa milanese di grande prestigio, che ha scelto di parlare di una donna molto speciale: Clitennestra. Aiutata soltanto da un paio di immagini, la storica si è addentrata nel racconto del personaggio mitologico, della protagonista di numerose opere teatrali (da Eschilo ad Euripide), del personaggio femminile più odiato nel passato ed invece rivalutato e riambientato nei tempi più recenti: negli anni ottanta Dacia Maraini aveva scritto un testo femminista dando panni moderni ad una sua Clitennestra siciliana. Ancor più vicina a noi, la napoletana Valeria Parrella ha scritto nel 2007 un testo teatrale in cui una alto-borghese Clitennestra si innamora di un camorrista che la fa vivere blindata in una villa bunker salvo tradirla e venirne ucciso.
Insomma la scure bipenne con cui la donna di potere Clitennestra uccide il marito Agmennone appena tornato dalla guerra di Troia insieme alla sua schiava-concubina Cassandra, non è tanto l’arma della gelosia quanto la voglia di rimanere l’unica signora della città. La Cantarella ha poi citato Aristotele per spiegare il ruolo della donna nella filosofia antica, ruolo passivo che si è protratto, con il contributo della misoginia cristiana, fino a tempi vicini a noi. Le tante citazioni storiche, letterarie, mitologiche, giuridiche, filologiche, teatrali di cui si è servita nella sua lezione Eva Cantarella non hanno appesantito il suo discorso, fluito anzi con leggerezza anche se denso e complesso, soprattutto nell’ultima parte, più strettamente giuridica: vendetta, processi, testimonianze, ruolo dei parenti delle vittime sono stati i temi affrontati con piglio autorevole ma anche con la voglia di confrontarsi con il pubblico, che ha seguito con attenzione e ha partecipato con forza ed entusiasmo al dibattito finale. Applausi lunghi e fragorosi per l’oratrice, elegante con i suoi gioielli coloratissimi. Discreta e partecipe la presentazione di Paolo di Paolo.
Prossimo appuntamento l’11 dicembre con Andrea Giardina, che parlerà di Antonio e Cleopatra.
| | 14-11-2011 | |
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Una mostra bella e interessante per tutti!
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 “Gio Ponti, il fascino della ceramica”, è il titolo della bella mostra ospitata all’interno del parco di Villa Torlonia, a Roma, nel Casino dei Principi.
Gio Ponti è un grande architetto milanese, vissuto tra il 1891 e il 1979, anno della sua morte. Autore di importanti opere architettoniche, riprodotte in un piccolo settore della mostra, qui viene esposta la sua produzione di splendide ceramiche decorate, nel periodo in cui egli ha lavorato, tra il 1923 ne il 30, per la Richard- Ginori, nota fabbrica di ceramiche e porcellane di Doccia, che attraverso la collaborazione con il raffinato gusto dell’architetto ha raggiunto una grande notorietà e altrettanti premi internazionali, rinnovando una produzione che sembrava ormai superata.
I pezzi esposti sono vasi, coppe, ciste, contenitori, piatti, calamai, un grande centro tavola composto di diversi pezzi, tavolette a muro montate su piccole e discrete cornici, oltre ad alcuni disegni preparatori che spiegano la grande capacità compositiva dell’artista.
I disegni che decorano le opere sono ispirati ad un gusto classico, con piccole architetture rinascimentali su cui si adagiano donne stilizzate, oppure si ispirano alle avanguardie futuriste, come i vasi che riproducono aerei, palloni aerostatici, vele al vento, o ancora ad un gusto tipicamente Novecento, quella scuola di pensiero che ebbe come animatrice Margherita Sarfatti, grande ammiratrice di Ponti. Bellissimi due grandi vasi che sono istoriati con il globo terrestre e le terre emerse, e raccontano la storia della terra con piante e animali; interessante il grande vaso bicromo detto “Vaso delle donne e delle architetture”, dal fondo bianco mentre le donne riprodotte in color azzurro si adagiano su nuvole leggere che sovrastano i più celebri monumenti della classicità. Delizioso il grande piatto dal titolo “La lettura”, dove un’aerea figura maschile legge un libro alle figure femminili distese, sotto l’ombra di due ombrellini che reggono un filo su cui svolazza un piccolo drappo con la scritta “lettura”, appunto; il catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, bilingue, è ricco di informazioni e riproduce con belle immagini gli oggetti in mostra, contenuti in vetrine che consentono una visione chiara ed agevole delle opere.
| | 01-11-2011 | |
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'Così piangevano' di Emiliano Morreale, saggio sul cinema melò
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 Un saggio sul cinema italiano degli anni Cinquanta, caratterizzato dal melodramma cinematografico che l’autore chiama mélo è quello scritto dal critico Emiliano Morreale che gli ha dato un titolo significativo e molto efficace: “Così piangevano”.
In effetti non si è mai pianto tanto, andando al cinema, come negli anni a cavallo tra la fine degli anni 40, tra il 1948 con la vittoria della Democrazia Cristiana sostenuta dalla Chiesa cattolica , fino ai tardi anni cinquanta. Con il 1960, invece, anno dell’uscita di film come “La dolce vita” di Fellini e “L’avventura2 di Antonioni”, il cosiddetto mélo può dirsi definitivamente concluso. Il volume è denso di informazioni e propone una vasta rassegna di film, registi, attori e soprattutto attrici che spopolarono sugli schermi in quegli anni, anni in cui si andava sempre al cinema e la televisione non era ancora diventata di tutti e per tutti.
Le attrici davano il loro volto a donne piangenti, vinte, abbandonate, umiliate, con mariti reduci e avviliti, emigrati, violenti. E’ il periodo che vede l’affermazione di giovani attrici destinate a luminose carriere: Silvana Mangano, la Pampanini, la Loren…Film come “Catene” con Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson, o come “Anna” con Silvana Mangano e Raf Vallone ebbero un successo travolgente; registi quali Cottafavi, Matarazzo, Comencini, Lattuada, Antonioni, Soldati, Visconti, De Santis, si cimenteranno in questo genere per poi decollare ciascuno per la sua strada, diventando spesso i più grandi artisti fin quasi ai nostri giorni. Sfogliando il libro, troviamo al centro fotografie di scena delle più significative pellicole di quel periodo, spesso dimenticate: ecco Silvana Pampanini alle prime armi, Irene Galter, Yvonne Sanson, Eleonora Rossi Drago, una giovanissima Giulietta Masina, e poi Silvana Mangano audace con le mitiche gambe esibite in “Riso amaro” o suora rigida, chiusa nel velo di “Anna”; e ancora una provocante Sophia Loren in “La ragazza del fiume” e la mitica Alida Valli di “Senso”; non mancano bellissime immagini di Lucia Bosè, Gina Lollobrigida, Eleonora Rossi Drago. Un libro non per soli cinefili, ma anche per spettatori che vogliano ricordare una storia del cinema italiano fatta non soltanto di capolavori, ma di opere di onesto artigianato, che ci raccontano molto della evoluzione sociale, politica, economica del nostro paese, con attenzione particolare al mutamento del costume delle donne, che ne furono protagoniste indiscusse.
| | 26-10-2011 | |
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'Il sacro della primavera' da Stravinskij
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 "Il sacro della primavera". una lettura autonoma da Igor Stravinskij, rappresentzione unica al teatro Valle Occupato dal gruppo teatrale Balletto Civile diretto da Michela Lucenti. Uno spettacolo forte, insolito, trasgressivo, dedicato ad una generazione che sta stretta nei propri panni...gesti forti, azioni quasi violente ma una grande voglia di stare insieme, di sostenersi se si cade e si rimane indietro. Forza fisica e grande professionalità da parte di tutto il gruppo di 14 attori-ballerini-performers, musica efficace, costumi volutamente strampalati, grande ironia nei gesti studiatissimi di molti dei protagonisti: Tra loro mia figlia Livia Porzio. Teatro Valle Occupato gremito fin sugli ultimi palchi offre uno spettacolo nello spettacolo, mostrando un entusiasmo contagioso, con applausi lunghi e ritmati, con tantissimi giovani e giovanissimi in sala. Offerta libera per sostenere la cultura, un dovere di chi crede che la cultura è libertà!
| | 10-10-2011 | |
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Dieci minuti di bella televisione: una rarità
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 Per una volta un ospite a “Che tempo che fa”, la trasmissione cult di Rai 3 che non hanno avuto il coraggio di sopprimere (come è avvenuto per altre) presenta un libro non per salire in classifica, perché è già stabilmente primo da alcune settimane, ma per parlare da solo, davanti ad un piccolo tavolo di legno grezzo, ai telespettatori: Erri De Luca.
I dieci minuti concessi da Fabio Fazio allo scrittore napoletano sono stati importanti, direi preziosi.
Il sessantenne intellettuale si presenta con tutte le sue rughe, il segno del tempo che passa, dei dolori vissuti nell’intera esistenza (ha perso da poco la mamma amatissima, a cui dedica il suo ultimo libro), delle esperienze di condivisione dei drammi della sua città e dell’intero paese.
Descrive un’Italia non come uno stivale, ma come un braccio allungato nel mediterraneo, le cui dita protese sono la Puglia e la Calabria, mentre la Sicilia è un fazzoletto gettato in mare….su questo braccio sono passate-approdate- fermate nei secoli popolazioni provenienti da altrove: dall’Africa, madre del genere umano, ma anche da Barcellona, da Istanbul, dalla Grecia, dalle terre fenicie…quei popoli sono passati per l’Italia magari per raggiungere il nord Europa, oppure i popoli del Nord, celti, normanni, germani sono scesi e rimasti da noi….Il meticciato insomma è una caratteristica antropologica del nostro paese, e anche oggi non va rinnegato ma chi arriva sulle nostre coste deve poter trovare accoglienza e la possibilità poi di passare altrove, in altre nazioni, in altri continenti….come sempre è avvenuto. Erri De Luca ha detto queste ed altre cose guardando con i suoi limpidi occhi azzurri in viso ciascuno di noi telespettatori: per una volta la tv è riuscita a bucare lo schermo e a raggiungere il cuore di chi, in questo paese involgarito, si può ancora chiamare “uomo/donna di buona volontà”. Grazie ad uno scrittore, cresciuto con pochi giocattoli e moltissimi libri.
| | 10-10-2011 | |
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Mi leggi????
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 di Elisabetta Bolondi
I lettori si formano da piccolissimi, purché ci siano genitori, nonni, zii, educatori, fratelli maggiori, librai, editori che credano nell’importanza di educare alla lettura fin dalla primissima infanzia bambini che riusciranno a vivere la pagina scritta, la fiaba, l’illustrazione, prima attraverso la mediazione degli adulti, e poi autonomamente.
Ci saranno crisi nella crescita, l’adolescenza aprirà altre porte all’immaginario dei ragazzi, ma poi, se la scuola e gli insegnanti faranno bene il loro lavoro, la lettura tornerà ad affacciarsi come un patrimonio di immagini e di idee senza le quali ogni persona è certamente più povera e più sola.
L’editore Donzelli ha compiuto una interessante operazione editoriale: ha pubblicato il corpus integrale delle fiabe di Charles Perrault, il grande scrittore che alla corte di Luigi XIV, il Re sole, nella magia della corte di Versailles, dove si aggiravano fra le dame e i gentiluomini Racine e Molière, scrisse nel 1697 per i piccoli e gli adulti le celeberrime favole….Ecco allora Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Il Gatto con gli stivali, Pollicino, Barbablù, Pelle d’asino che rivivono nella traduzione attuale e colta di Maria Vidale, mentre le illustrazioni inedite e insolite della francese Elodie Nouhen conferiscono al volume un fascino particolare. Ma un’altra particolarità rende questo libro diverso dalle numerosissime edizioni precedenti delle fiabe del grande narratore francese: la pubblicazione, alla fine delle storie, della o delle morali : infatti l’ironia contenuta in queste poche righe che l’autore aveva composto per dar conto delle proprie idee sul mondo, nelle raccolte dedicate ai bambini sono state quasi sempre omesse. Ecco allora cosa aveva scritto Perrault alla conclusione di Cappuccetto Rosso:
“Questa favola avverte le bambine, / specie se son graziose ed innocenti, / di non prestare ascolto alle moine / dei lupi travestiti da passanti. / Si sa che i lupi non sono tutti uguali / e che fra tutti i più pericolosi / son quelli che a forza di regali, / di promesse e discorsi zuccherosi / convincono le prede con le buone / a lasciarsi mangiare in un boccone.”
Dunque, oltre alle nove favole celebri, nel libro troverete una bella introduzione dedicata ai genitori, un commento della traduttrice, e soprattutto la traduzione integrale in versi di “Pelle d’asino”, favola un po’ in ombra perché contiene una storia scabrosa, l’amore di un padre per la bella figlia, tabù poco adatto alle orecchie infantili: una lettura restituita da non perdere, anche e forse soprattutto per gli adulti…..Senza di loro i piccoli lettori non crescono, ricordatelo ogni volta che un bambino vi chiede “Mi leggi???”
| | 05-10-2011 | |
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Capri c'est fini
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 Capri, c’est fini….così cantava nei tardi anni sessanta Charles Aznavour, ma non aveva visto la mitica isola di Capri, meta sognata di chi ha sperato di andarci , almeno una volta nella vita, oggi, nell’ottobre 2011.
L’isola azzurra è letteralmente assediata da gruppi organizzati di turisti che vengono letteralmente “vomitati” da navi da crociera, aliscafi e traghetti sempre più grandi, capaci di imbracare centinaia di giapponesi, russi, est europei che approdano nel porto di Marina Grande, si intruppano nella funicolare in chilometriche file, salgono in Piazzetta, scendono per via Camerelle, sostano per qualche ora fotografando, leccando gelati, comprando orrendi souvenir, sperando di incontrare qualche celebrità, si affacciano ai belvedere di Tra gara o della Villa Jovis, non credo capiscano molto della storia millenaria che si è stratificata in quelle stradine, in quelle insenature, in quelle curve a picco su di un mare incantato…..e poi rapidamente ripartono, per dare spazio ad altre migliaia di persone che fino a sera inoltrata invadono con clamore le strade della più famosa isola del Mediterraneo; ieri, domenica 2 ottobre, tra i Faraglioni e Marina Piccola ho contato oltre cento barche che si dondolavano al caldo insolito sole autunnale: c’erano Yachts miliardari, barche a vela agili ed eleganti, motoscafi arroganti e rumorosi, piccoli gozzi con habituées capresi, un Tritone Riva molto rétro che faceva sognare i favolosi anni sessanta…..insomma niente aria di crisi in quel magico rifugio per fortunatissimi, che possono non accorgersi del turismo mordi e fuggi e continuare a vivere Capri da privilegiati, nelle ville più eleganti ed appartate, nella passeggiate lontane dalla folla, in alberghi di charme, in piccoli ristoranti dove si arriva dopo lunghe ed impervie camminate. Insomma una contraddizione violenta, quella proposta da Capri: accessibile a tutti nelle ore e nei mesi più caldi, ritorna ad essere l’oasi che ha visto i più grandi intellettuali, scrittori, uomini politici, donne celebri dello scorso secolo rifugiarsi a Capri, dove la vita culturale, la libertà del pensiero, la creatività sembrano trovare in quella magica atmosfera una loro reale ragion d’essere. Tutte le più grandi menti, tutti gli ospiti che hanno fatto dell’isola un mito, tutti i pezzi di storia caprese, si ritrovano nelle raffinate edizioni de La Conchiglia, la libreria-casa editrice che conserva, contro tutto e tutti, la tradizione culturale dell’isola: speriamo che riesca a non smettere di agire come motore della cultura, perché anche Capri non diventi soltanto la capitale della moda di lusso, delle griffes più famose, del consumismo più sfrenato: “Luna caprese” deve poter battere l’outlet delle firme famose, i ravioli capresi e i buonissimi gelati artigianali non devono sparire per far posto alle pizze surgelate e ai menu a prezzo fisso. Capri appartiene al buon gusto di chi l’ha costruita e vissuta, speriamo non debba soccombere, come tanti altri luoghi celebri e celebrati, alla più volgare modernità.
| | 04-10-2011 | |
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Il Flauto magico di Mozart secondo L'orchestra di Piazza Vittorio
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 Il pubblico balla, applaude, un gruppo di ragazzini di un’intera classe musicale si esaltano ritmando il tempo durante l’esecuzione fantastica del Flauto magico di Mozart secondo l’interpretazione originale della mitica Orchestra di Piazza Vittorio, in scena a Roma al Teatro Olimpico.
Chi andrà a teatro, appassionato o no di musica, potrà godere della grande capacità di mettere su uno spettacolo collettivo di musica dal vivo che fa invidia ai grandi gruppi americani; non è un music hall, non è un’opera lirica, è tutto questo e di più: è l’essere riusciti a mettere insieme la cultura musicale classica, di cui la musica mozartiana è un caposaldo, con le individualità di altri generi (pop, reggae, rock, jazz) che il gruppo multietnico dell’orchestra nata dalla strada riesce a coniugare senza sbavature o calate di tono. Ecco allora che la favola di Tamino e Pamina e degli altri personaggi della favola nata dalla genialità del giovane musicista austriaco divengono un mix di musica contemporanea, con il cantastorie in abiti settecenteschi, nero, che si esprime in dialetto meridionale, con il telefonino che suona in scena con la musica di Pappageno, con i grandi schermi che dietro i musicisti raccontano in una sorta di graphic novel attraverso colori pop la storia che viene rappresentata. Gli artisti cantano ciascuno nella propria lingua, e con il proprio stile musicale: ecco allora l’inglese bionda Pamina, il bellissimo e dinoccolato Tamino, principe nero che si muove a ritmo di reggae fischiettando, ecco l’arabo, lo spagnolo, il portoghese, il francese, il tedesco drammatico espresso con convinzione dagli acuti della regina della notte. la migliore in scena. Costumi colorati ed esagerati,cappelli stravaganti e ironici, strumenti originali dal suono inconsueto a sottolineare il clima surreale e fantasioso dell’intera rappresentazione, clima cameratesco sul palco con gli artisti che salutano, si abbracciano e rispondono alle attese del pubblico coinvolto ed entusiasta.
| | 29-09-2011 | |
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Italiane , ballata delle donne fiere
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 Due sole serate al teatro Argentina per lo spettacolo “Italiane, ballata delle donne fiere” organizzato per il centocinquantesimo dell’Unità da sole donne: le artiste Maddalena Crippa, Tosca, Lina Sastri raccontano, cantano, esaltano la storia di donne semisconosciute che hanno contribuito al nostro Risorgimento, delle quali poco o nulla si è detto.
Colomba Antonietti, giovanissima, segue il marito cadetto e si traveste da uomo per combattere da volontaria al suo fianco, morendo in battaglia; la trasteverina Giuditta Tavani Arquati, madre, moglie e patriota, muore trafitta in un assedio degli zuavi nella sua stessa casa; Enrichetta Caracciolo, nobile napoletana costretta al convento di clausura da cui fugge, perseguitata dalle autorità religiose e borboniche, perché non è ammissibile la sua voglia di libertà e autonomia; la siciliana Peppa la cannoniera, che da sola affronta i soldati borbonici che la irridono colpendoli con un cannonata; e soprattutto la principessa milanese Cristina di Belgiojoso, dedita in ogni modo alla causa nazionale. Fondatrice della prima Gazzetta italiana, il grande Manzoni si rifiuta di collaborarvi ritenendo disdicevole scrivere per un giornale diretto da una figura femminile! Ma lei non si scoraggia e invitata a Roma da Mazzini organizza l’assistenza dei soldati feriti durante l’assedio francese alla neonata Repubblica romana del 1849: recluta trecento volontarie, tra le quali anche prostitute e cui dà ruolo e dignità, malgrado gli strali del Papa, a cui risponde con una lettera fiera e coraggiosa. Sara Nathan, creatrice di scuole popolari, perché la libertà si conquista con la cultura. Le attrici cantano, ballano, agitano tricolori, suscitano entusiasmo cantando l’Inno di Garibaldi, O Venezia, La bandiera di tre colori, Addio mia bella addio, La bella Gigugin…..il pubblico risponde battendo ritmicamente le mani, aggiungendosi al coro, chiedendo rumorosamente il bis! Le attrici, vestite austeramente di nero, si colorano di entusiasmo, commozione, partecipazione rendendo lo spettacolo davvero indimenticabile: sembra quasi che la regista Emanuela Giordano lo abbia confezionato per rispondere agli insani proclami secessionisti che abbiamo recentemente ascoltato: il pubblico del pur tradizionale teatro romano ha mostrato invece di non aspettare che uno stimolo per motivare la sua convinta adesione alle idee di unità del paese che nello spettacolo vengono suscitate dalla intelligente scelta dei testi, delle musiche, e della passione delle tre artiste, coadiuvate da musicisti competenti, seri, mai retorici ma convinti di una tradizione che, pur rinnovandosi, parla al cuore di tutti!
All’uscita del teatro, alla fila dei taxi, due attempate signore cantavano a squarciagola la Bella Gigugin: lo spettacolo ha colto nel segno!
| | 23-09-2011 | |
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New York nella voce degli scrittori, ricordando l’11 settembre
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 In questi dieci anni, quelli trascorsi dopo la caduta delle Torri gemelle, New York, ferita a morte da quella tragedia che oggi viene ricordata, sta ricostruendo la sua immagine, e il pellegrinaggio “fisico” a Ground Zero, tappa quasi obbligata per che va nella Grande Mela magari per la prima volta, non è l’unico modo per ridare alla capitale del mondo occidentale quella centralità che la storia degli ultimi due secoli le ha attribuito. Molti scrittori ed editori hanno scelto di ambientare lì i loro libri, o di pubblicare libri che hanno New York come protagonista.
L’editore romano Donzelli ad esempio è uscito proprio in questi giorni con due bei volumi dedicati alla città: “C’era una volta New York” del grande scrittore statunitense Washington Irving, autore del più celebrato “Manhattan transfer” e, proprio per celebrare il decennale del crollo delle Twin Towers, “Sempé a New York”: si tratta di un volume che contiene, oltre ad una lunga intervista all’artista francese Jean Jacques Sempé, la riproduzione delle copertine della prestigiosa rivista New Yorker, che raccontano la città in modo leggero e ironico, con l’occhio quasi distaccato ma non per questo distratto che ritrae i momenti salienti della vita della metropoli americana;
Ma molti scrittori americani, uomini e donne hanno raccontato le loro storie ambientandole nella città simbolo….Ne cito solo alcuni, quelli che mi sono piaciuti, e li consiglio per le vostre letture:
Jonathan Safran Foer, ha scritto il bel romanzo “Molto forte, incredibilmente vicino” (Guanda 2005) che è una testimonianza agghiacciante di quel che successe al bambino protagonista la mattina di quell’11 settembre; poi i libri di Paul Auster, e non c’è che l’imbarazzo della scelta: da “La notte dell’oracolo” a “Sunset Park”del 2010; ancora una storia tutta new yorkese quella scritta da Siri Hustvedt, moglie di Paul Auster , in “Elegia per un americano”(Einaudi 2009): il lutto collettivo dell’11 settembre si confonde con il lutto privato, in una narrazione elegiaca e di grande impatto emotivo. Molto bello anche il romanzo di Joshua Ferris “Non conosco il tuo nome” (Neri Pozza 2010), in cui si racconta la vicenda incredibile di un grande avvocato di Manhattan, bello, ricco e felice, che contrae una gravissima insolita malattia che lo costringe a camminare sempre e ovunque, senza potersi fermare: una storia di grande significato metaforico sulla condizione degli uomini del terzo millennio; Claire Messud, autrice de “I figli dell’imperatore”, un libro durissimo sulla condizione degli uomini di potere e della famiglia nella odierna capitale della finanza occidentale. Una scrittrice più soft ci racconta amori e sentimenti di singole persone: è Cathleen Shine nel lungo romanzo “I Newyorkesi”, storie di solitudini e insuccessi. Per concludere un’altra scrittrice, Nicole Krauss, ha pubblicato quest’anno “La grande casa”, un romanzo che pur ambientato a New York spazia in altri luoghi, in omaggio alla globalizzazione, ma resta pur sempre profondamente legato alla East Coast e a quella sensibilità culturale.
Ultima citazione un romanzo appena arrivato in libreria, del giovane Jesse Browner, dal titolo “Tutto accade oggi” (e/o 2011), storia di Wes, diciassettenne che racconta la sua New York con grande acutezza e sensibilità: un nuovo “Giovane Holden”??
Dalle macerie delle Torri gemelle insomma sembra essere nata una generazione di scrittori che ha saputo raccontare il dramma personale e collettivo con le armi della cultura, della narrativa, rendendo la contemporanea letteratura americana davvero grande
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Suggerimenti di lettura e concorso Sololibri.net
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 A tutti gli amici che mi leggono, suggerisco il sito di recensioni di libri ed altri eventi che hanno a che fare con la lettura (premi letterari, fiere, manifestazioni varie) www.sololibri.net, a cui collaboro assiduamente. Dopo aver aperto la homepage, in basso trovate nel menu "Leggi, scrivi, vinci": è un concorso mensile per la recensione più letta di quante il sito ne pubblica.
Potete cliccare su "Storia della mia gente" di Edoardo Nesi e "Daccapo" di Dario Franceschini che concorono al premio di giugno.
Potete più semplicemente cliccare su google "Elisabetta Bolondi Sololibri...e il titolo prescelto"
Nel genere thriller potete scegliere "Sanctus" di Toyne, "Angelology" di Trussoni, "Gioco degli occhi" di Fitzek....tutti recentissimi e appassionanti per distrarsi sotto l'ombrellone.
Il saggio Donzelli consigliato è "Storia della Tour Eiffel" di Jill Jonnes...godibilissimo come un romanzo, sulla Belle Epoque e i suoi protagonisti.
Buone letture a tutti! | | 28-06-2011 | |
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Finalisti allo Strega 2011
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 Ieri sera a Casa Bellonci a Roma, in via Fratelli Ruspoli, individuata la cinquina dei libri che corrono per il prestigioso e chiacchierato Premio Strega. Votati il libro di Edoardo Nesi e di Mario Desiati, esclusi Viola Di Grado e Fabio Geda. Di questi romanzi significativi potete leggere le mie recensioni sul sito www.sololibri.net.
Cliccando il mio nome su google, associato al titolo del libro, potete contribuire a far salire il vostro preferito nella classifica del libro/recensione più vista dai lettori....un altro modo per interagire sulla rete! Buone letture estive a tutti gli amici. | | 16-06-2011 | |
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Libertà è partecipazione
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 Raggiunto largamente il quorum nei 4 referendum proposti ai cittadini in questa domenica estiva di metà giugno. Una vittoria di democrazia, di partecipazione, di consapevolezza. Mi chiedo se finalmente l'Italia s'è desta, dopo oltre un decennio di disimpegno, di stordimento, di lontananza, di assuefazione, convinti, molti, che fosse impossibile voltare pagina e cambiare l'atmosfera ferma e stagnante in cui il paese sembra avvolto. Credo che un grande merito vada alla manifestazione delle donne, "Se non ora, quando" che ha infiammato le piazze italiane, tutte, lo scorso febbraio; e molto merito va a movimenti, gruppi di cittadini e soprattutto alla rete; sul web la mobilitazione è stata continua e capillare, giocando sull'informazione e sull'ironia, sulla satira e sulla mobilitazione. Evviva, un bella e grande vittoria della LIBERTA', che, come cantava il mitico Giorgio Gaber, è PARTECIPAZIONE. | | 14-06-2011 | |
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Referendum
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 Andrò a votare per i 4 quesiti referendari. Voterò 4 si, anche se si può discutere autorevolmente sulla natura dei quesiti, non voglio perdere questa occasione di democrazia diretta che viene offerta ai cittdini di un paese libero. Seguo con entusiasmo l'esempio del cittadino Giorgio Napolitano. Ricordo il referendum sul divorzio, in pieno regime democristiano, e la vittoria dei si, contro ogni previsione. Mi auguro che gli Italiani, soprattutto i più giovani, sappiano comprendere l'importanza della partecipazione.....come diceva la bellissima canzone di Giorgio Gaber......."Libertà è partecipazione" | | 12-06-2011 | |
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Le donne al tricolore: una iniziativa multiculturale all'Auditorium - Libreria Notebook
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 La poetessa architetto Paola Di Giuliomaria, vulcanica e entusiasta professionista romana, ha organizzato un evento insolito alla libreria dell'Auditorium, mettendo insieme amiche-colleghe con cui condivide un percorso artistico/culturale. Cristiana Pacchiarotti, anche lei architetto, dipinge scarpe in opere di diverso linguaggio; Barbara Pugliese, costumista del cinema, ora è divenuta fotografa: le sue opere riflettono l'amore per i viaggi, per i colori, per persone ritratte in modo originale, per opere d'arte che si trasformano con il suo lavoro di sottrazione...
Le poesie di Paola sono state lette con grande partecipazione dall'attrice Gioia Salvatori. Io ho fatto una introduzione storica sul valore della partecipazione femminile al processo unitario e sulla presenza della creatività femminile ai nostri giorni. Trovate la registrazione integrale dell'evento sul sito, nella sezione audiovideo. Buon ascolto! | | 10-06-2011 | |
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La crisi del lavoro femminile nella Francia degli anni 10.....di questo secolo!
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 Crisi economica in tutta Europa. Le donne e il loro lavoro ne pagano le conseguenze più vistose. Nella evoluta e civilissima Francia, in Normandia, una storia vera, raccontata dalla giornalista Florence Aubenas in un libro appena uscito, vi dice molto su come eravamo, cosa abbiamo perso, quale futuro ci attende.....
Trovate la mia recensione su  | | 25-05-2011 | |
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Viola Di Grado: un esordio letterario shock con il romanzo 'Settanta acrilico trenta lana'
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 Leggere questo romanzo della scrittrice esordiente Viola Di Grado, appena ventitreenne, è un piacere ed un shock emotivo allo stesso tempo; un piacere, tale è la sua capacità di costruire un linguaggio veramente innovativo, di rompere gli stereotipi linguistici a cui ci siamo abituati, di inventare forme nuove di comunicazione verbale e non, servendosi di diverse lingue, diversi alfabeti, diverse posture, diversa gestualità; uno shock, tanto la storia e la materia affrontate sono dure, violente, trasgressive, insopportabili talvolta.
 | | 28-01-2011 | |
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Dolore de Profundis
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 Italia De Profundis (Minimum Fax, euro 15) di Giuseppe Genna è un lungo, ininterrotto, grido disperato dell’autore verso se stesso e verso il paese in cui viviamo. Un urlo che tuona già nella immaginifica e inquietante copertina firmata da Riccardo Falcinelli, e che continua incessantemente a scuoterci e annichilirci spesso violentemente, a tratti ironicamente, nelle oltre trecento pagine di canto funebre che echeggia dalla penna di quel Genio di Genna. La ripetuta e ossessiva reiterazione del suo nome, l’io narrante “Io, Giuseppe Genna”, che potrebbe superficialmente suggerire un fine esercizio di egocentrismo e un patetico tentativo di auto-definizione, mira in realtà ad un suo totale annullamento, l’annullamento della persona “Giuseppe Genna”, dello scrittore “Giuseppe Genna”, del protagonista del romanzo “Giuseppe Genna”, dell’Italia di “Giuseppe Genna”. E alza il tiro, ci spiega cosa significa avere il “cuore pesante”: ritrovare in rigor mortis il cadavere del padre, vagare in una psichedelica Berlino per sopportare l’oblio amoroso, la folle iniziazione all’eroina e al sesso estremo con tre transessuali, un caso di eutanasia, l’orticaria devastante e la depressione mortificante, per arrivare infine all’approdo in un villaggio vacanze siciliane che è una spaventosa e allucinante metafora della triste e malata deriva della “cultura italica”. Un doloroso viaggio nella strabordante devastazione personale e collettiva ritratta dalle parole profetiche di Genna, che creano uno stile ibrido proveniente da libri, stampa, televisione e internet, e che davvero colpiscono nel profondo le coscienze dei lettori.
| | 27-12-2009 | |
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E V E N T I
Sabato 10 Dicembre 2011 ore 11-18 Fiera della media e piccola editoria Palazzo dei Congressi Roma - Eur
  Sarò alla fiera per incontrare editori e amici dalle 11 alle 18
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Venerdì 11 Novembre 2011 ore 18,30 Atelier Palazzo delle Esposizioni Via Milano 13 Roma
  Presentazione della mostra e del libro 'Vestiario/Bestiario' di Vladimir Radunsk
Abiti a grandezza naturale degli animali (la cravatta della giraffa alta 3 metri!!)
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Venerdì 28 Ottobre 2011 ore 18,30 Centre Saint -Louis Largo Toniolo 22 Roma
  La passione secondo Santa Teresa di Julia Kristeva
Traduzione simultanea dal francese
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Giovedì 20 Ottobre 2011 ore 17 Casa della Memoria e della Storia Via San Francesco di Sales 5 Roma
  2011 centocinquant'anni dopo
Partecipano Carlo Donolo e Enrico Pugliese. Coordina Patrizia Salvetti
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Domenica 9 Ottobre 2011 ore 21 Teatro Valle Occupato Via del Teatro Valle Roma
  Il sacro della primavera da Stravinskj
con Michela Lucente, Massimiliano Frascà, Livia Porzio ed altri
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Mercoledì 5 Ottobre 2011 ore 18,30 Circolo dei lettori Via Bogino 9 Torino
  Presentazione del volume 'Il giudice' di Alberto Papuzzi
con Gustavo Zagrebelsky, Raffaele Guariniello, Carmine Donzelli
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Venerdì 27 Maggio 2011 ore 18 Liberia Arion-Palazzo delle Esposizioni Via Milano 13 Roma
  'Consigli alle bambine' di Mark Twain-Illustrazioni di Vladimir Radunsky
Laboratorio con Bianca Lazzaro e Deborah Soria
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Martedì 12 Aprile 2011 ore 17,30 Casa della Memoria e della Storia Via San francesco di Sales 5 Roma
  Presentazione del libro di Ugo Riccarelli 'La repubblica di un solo giorno'
Con Giulia Alberico, Elisabetta Bolondi, Ugo Riccarelli
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Giovedì 17 Febbraio 2011 ore 18 Libreria Feltrinelli - Orlando Via Vittorio Emanuele Orlando 78 Roma
  Presentazione del libro di Viola De Grado 'Settanta acrilico trenta lana'
Partecipa Chiara Valerio - legge Valentina Carnelutti
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Venerdì 12 Novembre 2010 ore 18,30 Libreria Pergamon Via Nicolai Roma
  'Agnès che rideva e mangiava amarene' di Paola Romagnoli
Presentazione con Giulia Alberico e Elisabetta Bolondi
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Martedì 9 Febbraio 2010 ore 18,30 Libreria Koob Via Luigi Poletti 2 Roma
  Presentazione de 'Il libro della Shoa. Ogni bambino ha un nome'
Introduce M.Lomonaco, con Clotilde Pontecorvo, Lia Levi, Sarah Kaminski, Raffaella Di Castro. Letture de 'La casa d'Argilla'
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