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Una passeggiata dopo la nevicata a Roma
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 Villa Borghese nella mattinata limpida dopo la nevicata notturna, uno splendore; i romani tentano, passeggiando per i viali innevati della grande villa romana, di dimenticare le diverse odissee a cui decine di migliaia di cittadini automobilisti o pedoni, sono stati sottoposti ieri: molti si raccontano le ore trascorse in fila, incerti se sarebbero riusciti a raggiungere casa, troppo spesso costretti a lasciare l’auto in mezzo alle strade, soprattutto le consolari. Ore e ore di fatica, stress, incertezza, freddo, in attesa di bus che se ne tornavano al deposito, o di taxi inesistenti. Le polemiche saranno feroci, il sindaco e le autorità delle diverse agenzie (Protezione civile, Atac, Polizia municipale, cooperative di taxisti, Ama) dovranno fornire spiegazioni per un disservizio gravissimo che ha coinvolto l’intera città e i suoi pendolari. Per ora la giornata di sabato, con scuole, musei, librerie, negozi quasi totalmente chiusi, ha consentito ad alcuni fortunati di godersi una giornata di svago: molti hanno tirato fuori gli sci, da fondo o da discesa, i ragazzini gli slittini, gli adulti hanno costruito pupazzi e pupazze di neve….le statue del Pincio hanno avuto il loro cappello di neve, i Suv con quattro ruote motrici hanno potuto finalmente scorazzare indisturbati, nell’assenza totale di vigili urbani: girando a piedi per parecchie ore, non ho incontrato un sola auto della polizia, non un vigile, non uno spazzaneve, non un mezzo tecnico per la pulizia delle strade…..
Ora so che vengono distribuite pale per spazzare la neve a mano, ma non ho visto distribuire sale, che sarebbe indispensabile contro le imminenti e previste gelate notturne…
Dalla mia finestra sui monti Parioli sento i bambini felici e inconsapevoli scivolare su improvvisate padelle di plastica, e vedo le cupole a forma di scarabeo dell’Auditorium Parco della Musica bianche e luccicanti di neve; gli oleandri sono tutti caduti, i rami degli alberi spezzati, i motorini e le auto coperte di neve immacolata: sta scendendo la notte, e di nuovo regna questo irreale silenzio, mentre a causa dello scarso traffico si sente odore di pulito, odore di freddo.
Oggi è domenica, speriamo che la città possa riprendere i suoi ritmi: la neve è un evento spettacolare, ma la città non è assolutamente in grado di sopportarlo, l'organizzazione manca, le attrezzature, pratiche e psicologiche, anche.
Il tassinaro che ha detto ad un amico:"Io se nevica me ne vado a casa" è l'emblema di quanto detto.
| | 05-02-2012 | |
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Lezione di storia all'Auditoruim: Teodora di Silvia Ronchey
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 La bizantinista Silvia Ronchey ha tenuto, all’Auditorium Parco della Musica, la lezione di storia su Teodora, l’imperatrice moglie di Giustiniano, che divise con lui il trono di Bisanzio nel VI secolo dopo Cristo. Le informazioni, i suggerimenti, le citazioni, le immagini, i nessi che la Ronchey ha profuso nella sua lunga e articolata lezione sono vasti, approfonditi, spesso originalissimi. Infatti non si è limitata ad una spiegazione accademica su circostanze storiche anche se spesso poco note, ma ha citato le fonti (lo storico bizantino Procopio, soprattutto) per mostrare come nel corso dei secoli le vicende e i personaggi di oltre mille anni della storia bizantina siano stati volutamente rimossi e occultati da una storiografia occidentale, soprattutto per moralismo data la estrema libertà e spregiudicatezza dei costumi sessuali che ebbe in Teodora un esempio eclatante: la Ronchey ha letto un brano di Procopio nella quale la sedicenne futura imperatrice balla nuda in un circo e lo storico abbonda in particolari pornografici nel descriverne atteggiamenti e gesti inequivocabili. Tuttavia la storia/leggenda della donna che tramite il suo corpo ottenne il potere a fianco del marito Giustiniano, costruendo una diarchia politica e che governò poi con intelligenza ed acume, ha influenzato la cultura ottocentesca che di Teodora ha fatto un’icona, anche se della sua immagine conosciamo solo il volto tratteggiato nel mosaico di San Vitale a Ravenna: ecco allora Silvia Ronchey citare Jacques Des Esseintes, il protagonista del romanzo A rebours, bibbia del decadentismo europeo, nel quale il bizantinismo è lo stile a cui prevalentemente ci si ispira; ecco Victorien Sardou, che scrive una pièce teatrale che sarà interpretata dalla grande Sarah Berhnard, capace di identificarsi totalmente nella mitica imperatrice; ecco ancora la principessa rumena Marthe Bibesco che farà la sua prima entrata nella società parigina, appena sedicenne, indossando un abito ispirato a Teodora, suscitando uno scandalo che per tutta la vita cercherà di cancellare; ed ancora Vanessa Bell, sorella di Virginia Woolf, che giovanissima dipinge un ritratto di Teodora, mentre Boldini dedica due dei suoi più celebri quadri alla potente imperatrice. Freud, D’Annunzio e altri importanti personaggi del decadentismo europeo saranno influenzati dal fascino di questa prostituta libertina ( giudicata ninfomane, e dunque da curare, secondo le idee sessuofobiche in voga tra fine ottocento e inizio secolo), fino a giungere alla più recente analogia stabilita tra un personaggio contemporaneo, Eva Peron e l’imperatrice bizantina: Madonna, icona pop dei nostri tempi, dà voce nel musical Evita ad una vicenda, quella della poverissima Eva Duarte notata da Juan Peron e divenuta leader e governante del suo paese assieme al marito, che allude alla vicenda vissuta da Giustiniano e Teodora: il pubblico numerosissimo ha mostrato di apprezzare molto la dottissima lezione ma soprattutto le tante appropriate citazioni di intellettuali, artisti, attori, scrittori, pittori, storici più vicini a noi: un metodo di divulgazione ad altissimo livello, quello scelto da Silvia Ronchey, molto efficace.
L'articolo è pubblicato anche sul sito www.ventonuovo.eu
| | 30-01-2012 | |
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Sono passati 30 anni dalla morte di Padre Alberto Parisi
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 Il 3 gennaio 1982 moriva improvvisamente Padre Alberto Parisi, il gesuita parroco di San Roberto Bellarmino, amico di centinaia di persone....ragazzi, adulti, ex alunni del Massimo, parrocchiani ricchi e poveri, malati, sacerdoti.....Chi lo ha conosciuto, apprezzato, stimato, amato, chi ha viaggiato con lui in Missioni nei luoghi più poveri, chi ha pregato, celebrato messa, fatto gli Esercizi Spirituali, giocato a Bridge o a Peppa, chi ha fatto le vacanze, chi ha soccorso i terremotati, chi lo ha scelto come direttore spirituale o semplicemente come compagno del tempo libero, chi ha collaborato in Parrocchia, che ha fatto il catechista o il lettore, chi ha viaggiato nella sua fiat 850 grigia a proprio rischio, chi ha conosciuto tutti i suoi fratelli e nipoti, chi è legato a lui da una grande e struggente nostalgia, è invitato alle 12 di domenica 8 gennaio a San Roberto per una celebrazione in suo ricordo. | | 05-01-2012 | |
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Prima lezione di Storia all'Auditorium: Clitennestra, di Eva Cantarella
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 Questa mattina all’Auditorium Parco della Musica è cominciato il nuovo ciclo di “Lezioni di storia”, l’appuntamento annuale con gli storici più significativi che tengono una lezione per un pubblico enorme che si affolla nella Sala Sinopoli: posti e abbonamenti era già esauriti la stessa mattina in cui ne è cominciata la vendita. L’iniziativa culturale, organizzata dalla Casa editrice Laterza, in questa edizione è dedicata alle donne.
Oggi, presentata dallo scrittore Paolo di Paolo, ha cominciato la rassegna Eva Cantarella, docente e studiosa milanese di grande prestigio, che ha scelto di parlare di una donna molto speciale: Clitennestra. Aiutata soltanto da un paio di immagini, la storica si è addentrata nel racconto del personaggio mitologico, della protagonista di numerose opere teatrali (da Eschilo ad Euripide), del personaggio femminile più odiato nel passato ed invece rivalutato e riambientato nei tempi più recenti: negli anni ottanta Dacia Maraini aveva scritto un testo femminista dando panni moderni ad una sua Clitennestra siciliana. Ancor più vicina a noi, la napoletana Valeria Parrella ha scritto nel 2007 un testo teatrale in cui una alto-borghese Clitennestra si innamora di un camorrista che la fa vivere blindata in una villa bunker salvo tradirla e venirne ucciso.
Insomma la scure bipenne con cui la donna di potere Clitennestra uccide il marito Agmennone appena tornato dalla guerra di Troia insieme alla sua schiava-concubina Cassandra, non è tanto l’arma della gelosia quanto la voglia di rimanere l’unica signora della città. La Cantarella ha poi citato Aristotele per spiegare il ruolo della donna nella filosofia antica, ruolo passivo che si è protratto, con il contributo della misoginia cristiana, fino a tempi vicini a noi. Le tante citazioni storiche, letterarie, mitologiche, giuridiche, filologiche, teatrali di cui si è servita nella sua lezione Eva Cantarella non hanno appesantito il suo discorso, fluito anzi con leggerezza anche se denso e complesso, soprattutto nell’ultima parte, più strettamente giuridica: vendetta, processi, testimonianze, ruolo dei parenti delle vittime sono stati i temi affrontati con piglio autorevole ma anche con la voglia di confrontarsi con il pubblico, che ha seguito con attenzione e ha partecipato con forza ed entusiasmo al dibattito finale. Applausi lunghi e fragorosi per l’oratrice, elegante con i suoi gioielli coloratissimi. Discreta e partecipe la presentazione di Paolo di Paolo.
Prossimo appuntamento l’11 dicembre con Andrea Giardina, che parlerà di Antonio e Cleopatra.
| | 14-11-2011 | |
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Una mostra bella e interessante per tutti!
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 “Gio Ponti, il fascino della ceramica”, è il titolo della bella mostra ospitata all’interno del parco di Villa Torlonia, a Roma, nel Casino dei Principi.
Gio Ponti è un grande architetto milanese, vissuto tra il 1891 e il 1979, anno della sua morte. Autore di importanti opere architettoniche, riprodotte in un piccolo settore della mostra, qui viene esposta la sua produzione di splendide ceramiche decorate, nel periodo in cui egli ha lavorato, tra il 1923 ne il 30, per la Richard- Ginori, nota fabbrica di ceramiche e porcellane di Doccia, che attraverso la collaborazione con il raffinato gusto dell’architetto ha raggiunto una grande notorietà e altrettanti premi internazionali, rinnovando una produzione che sembrava ormai superata.
I pezzi esposti sono vasi, coppe, ciste, contenitori, piatti, calamai, un grande centro tavola composto di diversi pezzi, tavolette a muro montate su piccole e discrete cornici, oltre ad alcuni disegni preparatori che spiegano la grande capacità compositiva dell’artista.
I disegni che decorano le opere sono ispirati ad un gusto classico, con piccole architetture rinascimentali su cui si adagiano donne stilizzate, oppure si ispirano alle avanguardie futuriste, come i vasi che riproducono aerei, palloni aerostatici, vele al vento, o ancora ad un gusto tipicamente Novecento, quella scuola di pensiero che ebbe come animatrice Margherita Sarfatti, grande ammiratrice di Ponti. Bellissimi due grandi vasi che sono istoriati con il globo terrestre e le terre emerse, e raccontano la storia della terra con piante e animali; interessante il grande vaso bicromo detto “Vaso delle donne e delle architetture”, dal fondo bianco mentre le donne riprodotte in color azzurro si adagiano su nuvole leggere che sovrastano i più celebri monumenti della classicità. Delizioso il grande piatto dal titolo “La lettura”, dove un’aerea figura maschile legge un libro alle figure femminili distese, sotto l’ombra di due ombrellini che reggono un filo su cui svolazza un piccolo drappo con la scritta “lettura”, appunto; il catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, bilingue, è ricco di informazioni e riproduce con belle immagini gli oggetti in mostra, contenuti in vetrine che consentono una visione chiara ed agevole delle opere.
| | 01-11-2011 | |
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Dieci minuti di bella televisione: una rarità
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 Per una volta un ospite a “Che tempo che fa”, la trasmissione cult di Rai 3 che non hanno avuto il coraggio di sopprimere (come è avvenuto per altre) presenta un libro non per salire in classifica, perché è già stabilmente primo da alcune settimane, ma per parlare da solo, davanti ad un piccolo tavolo di legno grezzo, ai telespettatori: Erri De Luca.
I dieci minuti concessi da Fabio Fazio allo scrittore napoletano sono stati importanti, direi preziosi.
Il sessantenne intellettuale si presenta con tutte le sue rughe, il segno del tempo che passa, dei dolori vissuti nell’intera esistenza (ha perso da poco la mamma amatissima, a cui dedica il suo ultimo libro), delle esperienze di condivisione dei drammi della sua città e dell’intero paese.
Descrive un’Italia non come uno stivale, ma come un braccio allungato nel mediterraneo, le cui dita protese sono la Puglia e la Calabria, mentre la Sicilia è un fazzoletto gettato in mare….su questo braccio sono passate-approdate- fermate nei secoli popolazioni provenienti da altrove: dall’Africa, madre del genere umano, ma anche da Barcellona, da Istanbul, dalla Grecia, dalle terre fenicie…quei popoli sono passati per l’Italia magari per raggiungere il nord Europa, oppure i popoli del Nord, celti, normanni, germani sono scesi e rimasti da noi….Il meticciato insomma è una caratteristica antropologica del nostro paese, e anche oggi non va rinnegato ma chi arriva sulle nostre coste deve poter trovare accoglienza e la possibilità poi di passare altrove, in altre nazioni, in altri continenti….come sempre è avvenuto. Erri De Luca ha detto queste ed altre cose guardando con i suoi limpidi occhi azzurri in viso ciascuno di noi telespettatori: per una volta la tv è riuscita a bucare lo schermo e a raggiungere il cuore di chi, in questo paese involgarito, si può ancora chiamare “uomo/donna di buona volontà”. Grazie ad uno scrittore, cresciuto con pochi giocattoli e moltissimi libri.
| | 10-10-2011 | |
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Capri c'est fini
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 Capri, c’est fini….così cantava nei tardi anni sessanta Charles Aznavour, ma non aveva visto la mitica isola di Capri, meta sognata di chi ha sperato di andarci , almeno una volta nella vita, oggi, nell’ottobre 2011.
L’isola azzurra è letteralmente assediata da gruppi organizzati di turisti che vengono letteralmente “vomitati” da navi da crociera, aliscafi e traghetti sempre più grandi, capaci di imbracare centinaia di giapponesi, russi, est europei che approdano nel porto di Marina Grande, si intruppano nella funicolare in chilometriche file, salgono in Piazzetta, scendono per via Camerelle, sostano per qualche ora fotografando, leccando gelati, comprando orrendi souvenir, sperando di incontrare qualche celebrità, si affacciano ai belvedere di Tra gara o della Villa Jovis, non credo capiscano molto della storia millenaria che si è stratificata in quelle stradine, in quelle insenature, in quelle curve a picco su di un mare incantato…..e poi rapidamente ripartono, per dare spazio ad altre migliaia di persone che fino a sera inoltrata invadono con clamore le strade della più famosa isola del Mediterraneo; ieri, domenica 2 ottobre, tra i Faraglioni e Marina Piccola ho contato oltre cento barche che si dondolavano al caldo insolito sole autunnale: c’erano Yachts miliardari, barche a vela agili ed eleganti, motoscafi arroganti e rumorosi, piccoli gozzi con habituées capresi, un Tritone Riva molto rétro che faceva sognare i favolosi anni sessanta…..insomma niente aria di crisi in quel magico rifugio per fortunatissimi, che possono non accorgersi del turismo mordi e fuggi e continuare a vivere Capri da privilegiati, nelle ville più eleganti ed appartate, nella passeggiate lontane dalla folla, in alberghi di charme, in piccoli ristoranti dove si arriva dopo lunghe ed impervie camminate. Insomma una contraddizione violenta, quella proposta da Capri: accessibile a tutti nelle ore e nei mesi più caldi, ritorna ad essere l’oasi che ha visto i più grandi intellettuali, scrittori, uomini politici, donne celebri dello scorso secolo rifugiarsi a Capri, dove la vita culturale, la libertà del pensiero, la creatività sembrano trovare in quella magica atmosfera una loro reale ragion d’essere. Tutte le più grandi menti, tutti gli ospiti che hanno fatto dell’isola un mito, tutti i pezzi di storia caprese, si ritrovano nelle raffinate edizioni de La Conchiglia, la libreria-casa editrice che conserva, contro tutto e tutti, la tradizione culturale dell’isola: speriamo che riesca a non smettere di agire come motore della cultura, perché anche Capri non diventi soltanto la capitale della moda di lusso, delle griffes più famose, del consumismo più sfrenato: “Luna caprese” deve poter battere l’outlet delle firme famose, i ravioli capresi e i buonissimi gelati artigianali non devono sparire per far posto alle pizze surgelate e ai menu a prezzo fisso. Capri appartiene al buon gusto di chi l’ha costruita e vissuta, speriamo non debba soccombere, come tanti altri luoghi celebri e celebrati, alla più volgare modernità.
| | 04-10-2011 | |
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Libertà è partecipazione
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 Raggiunto largamente il quorum nei 4 referendum proposti ai cittadini in questa domenica estiva di metà giugno. Una vittoria di democrazia, di partecipazione, di consapevolezza. Mi chiedo se finalmente l'Italia s'è desta, dopo oltre un decennio di disimpegno, di stordimento, di lontananza, di assuefazione, convinti, molti, che fosse impossibile voltare pagina e cambiare l'atmosfera ferma e stagnante in cui il paese sembra avvolto. Credo che un grande merito vada alla manifestazione delle donne, "Se non ora, quando" che ha infiammato le piazze italiane, tutte, lo scorso febbraio; e molto merito va a movimenti, gruppi di cittadini e soprattutto alla rete; sul web la mobilitazione è stata continua e capillare, giocando sull'informazione e sull'ironia, sulla satira e sulla mobilitazione. Evviva, un bella e grande vittoria della LIBERTA', che, come cantava il mitico Giorgio Gaber, è PARTECIPAZIONE. | | 14-06-2011 | |
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Referendum
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 Andrò a votare per i 4 quesiti referendari. Voterò 4 si, anche se si può discutere autorevolmente sulla natura dei quesiti, non voglio perdere questa occasione di democrazia diretta che viene offerta ai cittdini di un paese libero. Seguo con entusiasmo l'esempio del cittadino Giorgio Napolitano. Ricordo il referendum sul divorzio, in pieno regime democristiano, e la vittoria dei si, contro ogni previsione. Mi auguro che gli Italiani, soprattutto i più giovani, sappiano comprendere l'importanza della partecipazione.....come diceva la bellissima canzone di Giorgio Gaber......."Libertà è partecipazione" | | 12-06-2011 | |
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Le donne al tricolore: una iniziativa multiculturale all'Auditorium - Libreria Notebook
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 La poetessa architetto Paola Di Giuliomaria, vulcanica e entusiasta professionista romana, ha organizzato un evento insolito alla libreria dell'Auditorium, mettendo insieme amiche-colleghe con cui condivide un percorso artistico/culturale. Cristiana Pacchiarotti, anche lei architetto, dipinge scarpe in opere di diverso linguaggio; Barbara Pugliese, costumista del cinema, ora è divenuta fotografa: le sue opere riflettono l'amore per i viaggi, per i colori, per persone ritratte in modo originale, per opere d'arte che si trasformano con il suo lavoro di sottrazione...
Le poesie di Paola sono state lette con grande partecipazione dall'attrice Gioia Salvatori. Io ho fatto una introduzione storica sul valore della partecipazione femminile al processo unitario e sulla presenza della creatività femminile ai nostri giorni. Trovate la registrazione integrale dell'evento sul sito, nella sezione audiovideo. Buon ascolto! | | 10-06-2011 | |
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E V E N T I
Venerdì 11 Novembre 2011 ore 18,30 Atelier Palazzo delle Esposizioni Via Milano 13 Roma
  Presentazione della mostra e del libro 'Vestiario/Bestiario' di Vladimir Radunsk
Abiti a grandezza naturale degli animali (la cravatta della giraffa alta 3 metri!!)
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Giovedì 20 Ottobre 2011 ore 17 Casa della Memoria e della Storia Via San Francesco di Sales 5 Roma
  2011 centocinquant'anni dopo
Partecipano Carlo Donolo e Enrico Pugliese. Coordina Patrizia Salvetti
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